Al via la stagione dei workshop di teatro in Share, curati e tenuti dal nostro tutor Nicola Caruso.

calendario

CALENDARIO APPUNTAMENTI


10 e 11 ottobre

“Connessioni – L’allenamento dell’attore: tecnica e immaginazione” – I° Modulo
14 e 15 novembre
“Movimenti – L’allenamento dell’attore: tecnica e immaginazione” – II° Modulo

9 e 10 gennaio
“Choros – una processione urlante” – Uno studio sulle Baccanti
13 e 14 febbraio
“ FuturoAntico – Il coro nella tragedia e nel lavoro dell’attore”

19 e 20 marzo
In viaggio con Shakespeare – “Monologhi e Scene”
16 e 17 aprile
In viaggio verso Shakespeare – “ Re e Buffoni”
21 e 22 maggio
In viaggio verso Shakespeare – “ Di crudeltà si vive …. da Tito ad Amleto”
22 – 26 giugno
In viaggio verso Shakespeare – studio per un allestimento con performance finale

Scrivici per info e iscrizioni!

Il “teatro” può essere fatto con niente, o quasi, ma non può prescindere dal corpo dell’attore. Come diceva un grande maestro “Il teatro è un incontro”. E noi prendiamo a pretesto il lavoro sulla fisicità e sul movimento per arrivare, poi, alla voce, all’interprestazione, all’intenzione e soprattutto alla fantasia. L’arte dell’attore in fondo è una ricerca sistematica, un costante stimolare la conoscenza di se stessi per una sempre maggiore libertà psichica ed emotiva. Quindi un processo di crescita come esseri umani determinato dalla semplicità, dalla calma e dall’auto disciplina per arrivare al massimo del divertimento e del gioco e, quindi, del sentirsi bene.

Uno degli elementi essenziali dello studio dell’arte teatrale è l’incontro con un’altra o più persone. Diventa perciò determinante la capacità di creare armonia, di lavorare “insieme”, di sviluppare e di svilupparsi in un percorso comune.

Per fare tutto questo è necessario però un metodo, un sistema che non può essere certo scientifico, ma è comunque molto preciso. Non recitiamo per dimostrare qualcosa che già sappiamo, ma per scoprire qualcosa in più.

I workshop di questo anno accademico si sviluppano in 8 incontri.

I primi due possono essere intesi come un percorso unico o come elementi distinti di una forma globale della preparazione dell’attore. Ciò che si vuole sperimentare è il corpo dell’artista, inteso come strumento per creare. Il primo appuntamento sarà prevalentemente focalizzato sull’allenamento fisico e la relazione con gli altri corpi in scena. Una parte del lavoro sarà l’apprendimento di una sequenza che èun mix di yoga, taiji e danza afro, per sviluppare una consapevolezza fisica ed energetica.

Il secondo modulo riprenderà il lavoro del primo, ma l’intento è quello di approfondire l’allenamento della memoria nei suoi vari aspetti. Memoria come ricordare la parte, memoria sensoriale, memoria emotiva, creare attraverso la memoria. Inoltre si intensificherà il lavoro vocale, sfruttando tecniche quali la funzionalità vocale, il voicecraft per l’attore, e gli esercizi di psicofonia. 

Gli appuntamenti della seconda parte sono uno studio monografico su alcuni testi/argomenti del teatro dall’antichità ai giorni, più o meno, a noi vicini.

Dal teatro antico prendiamo spunto per lavorare  sul coro inteso come gruppo e organismo che respira insieme. Dalla brutalità alla raffinatezza, presenti in ogni aspetto della tragedia greca. La crudeltà delle Bacccanti è anche poesia che si fa corpo, l’odore del sangue è parte di ogni creazione artistica e di ogni cambiamento sostanziale. Motivo conduttore sarà il rito, inteso anche come ripetersi del mistero. Il lavoro è sempre molto fisico e concreto, come d’altra parte lo è qualsiasi movimento extra-umano.

Infine il nostro viaggio approda a Shakespeare, colui che ha “inventato” l’uomo moderno. O forse che semplicemente lo ha raccontato così com’è. Dove buono e cattivo si mischiano inesorabilemtne, dove il più grande santo in realtà nasconde il più perfido assassino. Il bardo ci da lo spunto per poter lavorare anche sugli aspetti tecnici dell’attore: il recitare da soli in scena, l’interazione trai personaggi e lo spazio, il ridicolo in ogni personaggio e la crudeltà dell’uomo e delle sue maschere.

Concluderemo con un percorso che ci porterà ad affrontare l’allestimento finale, con tutte le questioni relative, costumi audio, luci, movimento in scena gestione dei rapporti tra messain scena e pubblico, scelte registiche e sperimentazione. 

Sarà un ultimo momento intenso e più lungo degli altri nel quale ognuno avrà modo di inserire la propria creatività in un progetto articolato e finalizzato alla trasmissione dei mille significati dell’esperienza umana, che attraverso l’arte si amplifica e si manifesta nella forma della crisi e della catarsi. Per chi lo fa e per chi lo riceve.